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giovedì 3 marzo 2016

IL MICROBO FANGOSO; I BESTIONI; QUATTRO MACACHI, E NOI UMANI

Il titolo di questo post usa espressioni che riportano a un'immagine dei nostri predecessori biologici che era assai diffusa all'alba delle teorie evoluzionistiche, un'immagine che taluni di noi ancora conservano. Ho attinto tali citazioni da una godibilissima raccolta intitolata Parole in Evoluzione che Marco Ferraguti ha pubblicato su Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione.  Tra le decine di citazioni meritevoli di approfondimento c’è la seguente: “Una delle specie più massicce, Homo sapiens, divenne assai borioso. Ma quando, con sua grande sorpresa, un virus lo spazzò via, la maggior parte della vita sulla Terra non se ne accorse nemmeno” (Da S. Nee. The great chain of being. Nature 435, p. 429, 2005).

Data l’evidenza che l’uomo è l’unico animale sulla terra a produrre lingue, arte, musica, matematica, fisica quantistica, stupri di gruppo, genocidi e altre singolarità esclusive, tutti noi ci siamo prima o poi chiesti perché, tra milioni e milioni di specie, siamo gli unici a saper fare queste cose. Di fronte a ciò, un po’ di boria è giustificata: siamo gli unici; siamo il vertice; siamo la miglior cosa che la Natura ha saputo produrre. L’unicità può dare un pochino alla testa, tanto che molti di noi – ma non tutti – hanno confuso questo saper fare con l’idea di essere davvero speciali, appositamente disegnati per stare nella posizione più alta e, di là, esercitare il dominio sul mondo. Tutto ciò si regge sull’unicità dell’uomo: una unicità che sembra fatta apposta per potersi domandare: “Se siamo unici, ci sarà pure un motivo. Se c’è un motivo, dietro, ci sarà pure un disegno”.

E se non fossimo unici? Se fossimo unici solo perché altri umani che ci hanno accompagnato nel viaggio si sono persi per strada? In questo caso, varrebbe ancora tutto il ragionamento dell’unicità e del disegno? Francamente avrei qualche dubbio ad affermare di sì.
La paleontologia ci sta dicendo che oggi siamo unici perché gli altri umani, con i quali abbiamo convissuto, si sono persi per strada. Ci sono stati momenti – alcune decine di migliaia di anni fa –  in cui tre o quattro specie di esseri umani popolavano contemporaneamente la terra. Per qualche motivo, (forse per le nostre capacità linguistiche e logiche) abbiamo saputo far fronte alle contingenze meglio di altri umani, ma ciò non toglie che il nostro “progetto” non sia stato esclusivo. Pertanto, la catena logica del “disegno” di una perfetta ed esclusiva unicità mostra qualche crepa evidente. 

Umano e neanderthal. Da: Sciencenews.org